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IL VANGELO DI CALLISTO
IL PENSIERO DEL DÌ DI FESTA

presentazione di Giuseppe Meroni


Padre Callisto Caldelari è un frate cappuccino molto noto nella Svizzera di lingua italiana (e non solo).
Studioso della Bibbia, animatore a Bellinzona di uno dei più importanti Centri d'incontro e di cultura della Svizzera (Spazio Aperto, di cui è stato l'ispiratore), ha tenuto e continua a tenere da molti anni sui giornali locali riflessioni settimanali dedicate alle letture evangeliche, ai problemi etici, alla Bibbia.
In particolare ha raccolto in alcuni libri (che portano il titolo di questa rubrica) una serie di Pensieri sistematicamente ordinati per ogni domenica dell'anno e collegati al Vangelo di quel preciso giorno.
Padre Callisto usa un linguaggio straordinariamente efficace e, diremmo, gentilmente provocatore (visto il saio da cui proviene) per la sua laicità. Non dico altro. Leggete il pensiero relativo al Vangelo di domenica prossima, e vi ritroverete (ci ritroveremo) ogni settimana ad attendere con impazienza il successivo.
L'Associazione Amici del Sebino ringrazia padre Callisto per la concessione all'utilizzo di questi testi.
Chi fosse interessato a conoscere queste e altre sue opere può telefonare al 335.6098232.

30° Domenica
Giovanni 6,41-51

Il cielo...che è in noi

Nel brano di vangelo che leggeremo domani nelle chiese per ben tre volte Gesù dice:

''Io sono il pane disceso dal cielo''.

E i suoi ascoltatori mormoravano, rispondendogli:
''ma tu non sei Gesù, il figlio di Giuseppe, di te conosciamo il padre e la madre; come puoi dire: lo sono disceso dal cielo''?
Quindi, ciò che faceva problema ai suoi ascoltatori non era la definizione:
''lo sono il pane'', ma l'origine di questo pane "disceso dal cielo".
Ebbene, anche noi non siamo abituati a considerare le cose come discese dal cielo.
Ebbene, anche noi non siamo abituati a considerare le cose come discese dal cielo.

Per noi è importante ciò che nasce dalla terra:
quella terra che coltiviamo, lavoriamo, ne incanaliamo le acque, scaviamo le gallerie, tappezziamo di antenne televisive. Tutto ciò che c'è sulla terra deve essere al nostro servizio. Ciò che discende dal cielo, al massimo, discende dalle nubi: l'acqua di cui abbiamo bisogno, spesso sporca e molte volte nociva, i fulmini che cerchiamo di captare, ecc... Ma sopra le nubi - per molti di noi - non c'è più niente; c'è solo il vuoto, c'è l'etere, e non vi è posto per un Dio spirituale, per un Padre che ci ama. C'è stato perfino un astronauta che ironicamente disse: ''Sono stato nel cielo, ma Dio non l'ho trovato''.

Tutto dipende dal valore che diamo a questa parola "cielo".
Se gli diamo il valore atmosferico è chiaro che Dio non lo si trova;
Lui non sta al disopra delle nubi.
Se alla parola "cielo" diamo un senso spirituale, allora troveremo Dio in quel cielo, il più intimo e il più vicino a noi, che è il nostro stesso cuore; perché è lì che questo Dio ci parla attraverso la voce della coscienza.

Ma poi "cielo" è anche il sorriso di un bambino, è il gesto di una persona buona, è il silenzio di una chiesa, è il dolore accettato in una camera d'ospedale, è la solitudine della cella di un carcerato pentito, è l'angolo appartato dove un ragazzo che sta per bucarsi dice:
''No, questa volta non voglio farlo, perché ho capito che sto uccidendomi''.

E' anche ''cielo'' la mano tesa verso il fratello per dirgli: senti, facciamo la pace. E' sempre ''cielo'' l'incontro di due persone che da tempo non si parlano più, ma che ora evitano di prendere strade diverse e sanno ritrovare la gioia d'incrociarsi e di sorridere, e la prossima volta si fermeranno e riprenderanno un colloquio smesso da anni. E' "cielo" il buon consiglio che può dare un anziano, l'aiuto prezioso che può fornire un giovane. E' tutto ''cielo'' quello che rende felice l'uomo.
lo sono il pane disceso dal cielo''.

Sono pane per i tuoi denti, ma soprattutto per il tuo cuore, sono pane che rinfranca le tue forze fisiche, ma soprattutto che dà un senso e dilata le tue forze spirituali.
E sono ''disceso dal cielo''; è inutile che tu tenti di comprarmi nella bottega del panettiere o al supermercato non mi troverai.
Invece mi troverai là dove si compiono delle opere buone, dove si dà spazio allo spirito, dove è stata riscoperta la capacità di pregare.
Perché ''lo sono'' dove si fa del bene, dove l'uomo è capace di innalzarsi verso l'alto, nello stesso momento che sa dilatarsi verso il fratello.

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