Annigoni, la mostra.

Ventotto capolavori e cinque formelle scomparse da 60 anni

Iseo (Brescia) - Solitudine della realtà è una delle più importanti tra le molte esposizioni dedicate in questi anni a Pietro Annigoni, pittore di intensi stati d'animo, di emarginati e di regine, l'artista che Bernard Berenson definì non solo il più grande dell'intero Novecento, ''ma anche in grado di competere alla pari con i più grandi di tutti i secoli''.

Allestita alla galleria ModenArte di Iseo (Brescia) dall'11 giugno al 29 luglio, la mostra è in effetti di valore assai particolare, sia per la qualità dei dipinti, sia perché presenta alcune bellissime formelle in terracotta, realizzate da Annigoni nei primi anni Quaranta e da allora scomparse dal mercato.
I dipinti sono ben 28, molti tra i più noti, tutti di massimo livello, dunque da museo.
Tra gli altri, lo studio del Cinciarda, l'opera più conosciuta fra le tante dedicate alla gente del popolo; Anacoreti nel deserto, il capolavoro assoluto dell'artista; Natura morta con unicorno, d'ispirazione mitologica greco-romana e di clima apocalittico; La grotta di Platone, da cui emerge il fascino per i grandi pensatori che Annigoni subì e coltivò nel solco delle sue vaste curiosità intellettuali.
E poi ritratti, paesaggi, nudi e un magnifico autoritratto del 1985.

Quanto alle formelle, si tratta di cinque bassorilievi di piccole dimensioni (il diametro è inferiore ai dieci centimetri), che raffigurano per due volte San Giovanni Battista, una Testa di uomo non meglio precisato, il Giuntini e una Salomè danzante.
Annigoni le creò nel suo studio fiorentino.
Sono piuttosto rare, perché se di dipinti dell'artista ne esistono tantissimi, la produzione di formelle si limitò a poche decine di esemplari.
Quelle ora in mostra furono esposte per la prima e ultima volta a Firenze nel 1944 alla Galleria Gonnelli e tre furono pubblicate nel catalogo.
Curata da Silvia Arfelli (catalogo Modenarte, pagine 64, € 25), Solitudine della realtà rivela tutta la modernità della pittura di Annigoni e ne ricorda, nel titolo e nei contenuti, la dimensione esistenziale disperata di cui soffrì come uomo e come artista, e che riversò a piene mani nelle opere.
Solitudine, ricorda la curatrice, mista a una pietas di derivazione insieme mistica e romantica, che collocava prepotentemente Annigoni sulla scia dei grandi del passato.
Solitudine, aggiunge, che fu per lui anche un'esperienza privilegiata, che gli consentì di riflettere e di meglio comprendere il rapporto con se stesso e con il mondo.

Tra le altre opere in mostra: Autoritratto giovanile, Ritratto del Padre, Autoritratto, Presso Viareggio, La morte di Giuda, Torre del lago Puccini, Somaén, Ponte a Cagnano, Studio per solitudine, Londra, S. Antonino, Paesaggio, Eremita n. 2, Nudo femminile.
Sono lavori per lo più di piccole e medie dimensioni, ma da cui scaturisce tutta la forza espressiva dell'artista: oli, chine, tempere, sanguigne e acquerelli, che furono una delle tecniche privilegiate da Annigoni.

Galleria ModenArte, Vicolo Portelle n. 8 (angolo Piazza Garibaldi), Iseo (Brescia)
Tel. 059.367470, Fax 059.373841, Email: info@modenarte.com, Web: www.modenarte.com
Orario: martedì - venerdì 18 - 22, sabato e domenica 10 - 12,30 e 15 - 22

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